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Il blu profondo del cielo e del mare insieme al verde smeraldo degli ulivi e della vite sono i colori di questa città adagiata su uno splendido porto naturale. Brindisi
città e porto della Puglia, sorge
tra le due ramificazioni laterali dell’insenatura, che diedero agli antichi
l’immagine di una testa di cervo abbracciante la città con le sue
ramificazioni, da cui il nome classico di
Brundisium, derivato, si dice, da Brunda, il messapico Testa
di Cervo, figurato nello stemma civile , sul quale le corna ramificate
sono sormontate da due colonne a ricordo di quelle che segnavano qui il
termine della Via Appia. Di tali colonne oggi una sola rimane integra; dell’altra, infranta, resta il piedistallo e un troncone; il rimanente venne donato alla città di Lecce “ 1660-61- Notaro Andrea Vavotico, Sindico – In questo Sindicato, previo ordine di S. Eccellenza, si diedero li pezzi della colonna cascata alla città di Lecce, al numero di sette col capitello, e stentarono un anno continuo per poterli trasportare”. La suddetta colonna attualmente porta sulla sua sommità la
statua di Sant’Oronzo patrono di Lecce.
L’insediamento più antico della città, forse illirico, ebbe probabilmente sede nell’area oggi occupata dal Duomo, dal Palazzo Vescovile e dal Museo. La città romana si espande su gran parte della prominenza compresa tra le due insenature, dette Seno di Levante e Seno di Ponente, il suo perimetro si conservò pressoché inalterato nel volgere dei secoli
sino a tempi recenti. Nell’847 e nel 853 l’abitato fu distrutto dai saraceni; lentamente risorse ad opera dei Bizantini. Federico II fece costruire il castello e la cinta muraria e successivamente gli Angioini ne rafforzarono le difese. Un terremoto nel 1456 portò gravi rovine e la ripresa fu lenta e difficile. Praticamente Brindisi fu un grosso
villaggio sino al secolo
XX. Un primo impulso a nuova vita derivò dal collegamento ferroviario (1865); inoltre, in seguito all’apertura del Canale di Suez, la città divenne un importante scalo di partenza per i Paesi dell’Oriente lungo un percorso chiamato “ La Valigia delle Indie.” L’inizio dello sviluppo si ebbe, però, solo dopo il 1927, allorché Brindisi divenne capoluogo di provincia. Allora l’espansione edilizia superò il limite posto dalle vecchie mura, espandendosi, specie in anni recenti, verso l’entroterra.
Brindisi serba nella Rotonda di San Giovanni, per opera dell’archeologo Tarantini (1805-1889), le memorie documentarie del suo passato, risalente fino all’epoca
messapica. Le vecchie mura, i poderosi fianchi del Castello Svevo, le Porte stimmate della città, la Chiesa di Santa Maria del Casale in stile romanico col suo
originalissimo portale a baldacchino, la Chiesa di San Benedetto, un misto tra
bizantino e gotico, la cripta di Santa Lucia , il Gran mosaico del Duomo, la
stessa Rotonda già menzionata, sono una parte degli interessanti monumenti di
arte medievale presente a Brindisi.
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