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Storia
della Pasta
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Come
si conserva la Pasta
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Come
si cucina
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Storia. La
storia della pasta inizia circa 7000 anni fa. Abbandonata la vita nomade,
l'uomo diventa agricoltore e comincia a seminare e raccogliere il grano. Col
tempo l'uomo impara a lavorare il grano impastandolo con l'acqua e cuocendolo
su pietra rovente. Le prime testimonianze dell'uso della pasta risalgono al
primo millennio a.C., ad opera della civiltà greca.
Col termine laganon si indica un foglio grande di pasta tagliato a strisce.
Da laganon deriva laganum latino, da cui laganari. In Italia sono due le date
certe dell'esistenza di un prodotto molto simile alla pasta. Nel 1154 il geografo
arabo Al-Idrin, in una sorta di guida turistica, cita "ti cibo di farina in
forma di fili" confezionato a Palermo ed esportato in tutta la penisola. Inoltre
nel 1279 il noto genovese Ugolino Scarpa menziona una "miscela plena de macaronis"
lasciata da un marinaio defunto. Queste due testimonianze confutano la tesi
che fosse stato Marco Polo, di ritorno dalla Cina nel 1295, ad introdurre
la pasta in Italia. Tocca agli arabi, nell'XI secolo, effettuare la prima
essiccazione della pasta per una lunga conservazione. Lo storiografo e prefetto
della Biblioteca Vaticana, Bartolorneo Sacchi, accenna all'essiccazione della
pasta in un breviario del 1474. In Liguria, Sicilia e Campania ci sono le
prime produzioni di pasta con relativa essiccazione. Nelle regioni settentrionali
si realizza la "giostra", uno strumento di legno composto da un asse centrale
verticale che sostiene i telai con le paste corte o in matassa o le canne
con la pasta lunga. E' la prima rudimentale "macchina" che produce pasta.
La "giostra" è tenuta in un locale riscaldato. Intanto, dal
Perù arriva in Italia il pomodoro (1554). Nel '500 sorgono le prime
corporazioni di pastai a Roma, Napoli, Savona e Milano. A quest'epoca pastai
e fornai lavorano all'unisono riunendosi in sodalizi di mestiere. Fino al
XVIII secolo l'impasto della semola con l'acqua viene effettuato con i piedi.
Il primo torchio idraulico compare intorno al 1870. Verso la fine del secolo
scorso il processo di produzione della pasta si meccanizza, con macchine azionate
dal vapore o dall'energia idraulica. La prima, vera macchina in grado di produrre
pasta e' brevettata nel 1933. Col tempo le macchine si perfezionano, ma il
prodotto è sempre composto dalla miscela di semola di grano duro e
acqua.
Come si conserva la pasta.
La
pasta fresca va conservata in frigo ad una temperatura di 3°C o 4°C,
in confezioni ermeticamente chiuse. Una volta aperta la confezione, il prodotto
in essa contenuto va consumato entro tre o quattro giorni.
Come si cucina la pasta. La
pasta va cotta in acqua abbondante: almeno un litro per 100 grammi. Questo
per impedire che cuocendo si ammassi, incollandosi. Mettere il sale, 10 grammi
per litro, appena si pone la pentola sul fuoco. La fiamma deve essere "vivace":
in questo modo l'ebollizione avverrà prima. All'ebollizione la pasta
va buttata poco per volta e subito dopo la fiamma va abbassata. Il tempo di
cottura varia secondo la qualità della pasta.
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